Centrodestra all’attacco dei risultati sull’andamento del turismo regionale, e l’assessore Enrico Bertossi che replica ricordando cifre alla mano come il crollo sia avvenuto negli anni della giunta Tondo. Ma il settore turistico è fatto innanzitutto dagli operatori economici che vivono sulla propria pelle quotidianamente le fatiche e le sfide di un mercato che - grazie a internet e alle compagnie aeree low cost - è sempre più competitivo e globalizzato.

«Non siamo esperti del turismo, ci occupiamo marginalmente di questo da alcuni d’anni, ma qualsiasi politica economica e di programmazione necessita di qualche tempo per vedere risultati - commenta Adriano Luci, presidente dell’Assindustria di Udine - comunque, mettere unite risorse e forze per fare sistema, è una strada da seguire. Bisogna fare squadra per promuovere il territorio, non solo balneare o sciistico, in tutte le sue componenti. Ecco, ad esempio, perché alcune aziende storiche e leader nei rispettivi settori hanno aderito al percorso turistico-culturale “Industria e turismo, andata e ritorno”, con la possibilità di visite guidate negli stabilimenti. Abbiamo realtà che hanno molto da dire e da trasmettere. Ricordo anche un libro curato del settore vinicolo, che coniuga la bellezza del territorio alla loro attività e ai tesori artistici».

Quanto alle polemiche sul calo di presenza, a fronte di un incremento degli arrivi passato dal milione e 729mila del 2005 al milione e 918mila del 2007, Luci ritiene che «serve pazienza per i risultati, la situazione non cambia in poco tempo e i cambiamenti rapidi non hanno poi forte consolidamento - sostiene - Auspico, invece, che si prosegua sulla promozione a tutto campo, perché il mondo è fatto di relazioni e contatti. Presentarsi uniti è la strada corretta da seguire per proporsi nelle vetrine internazionali. Quanto ai grandi gruppi alberghieri, ora assenti, bisogna innanzitutto creare le condizioni per attrarre investimenti, dimostrando che esiste un prodotto competitivo. Poi, questi arriveranno».

Ne è convinto anche Marino Firmani , che è stato per due mandati capogruppo del terziario avanzato, che comprende anche il turismo, all’Assindustria friulana. «Il turismo in Italia negli ultimi anni ha perso punti, ma il Friuli Venezia Giulia ha iniziato a farsi riconoscere anche dai tour operator come un prodotto unico fatto di cultura, arte, natura, città oltre che di montagna e spiagge - sostiene Firmani - prova ne sia il fatto che tutti gli alberghi hanno aumentato le presenze nella bassa stagione, conseguendo comunque buoni risultati in quella alta, specie in montagna. I risultati si vedono ma la strada è ancora lunga. Bisogna crescere ancora, puntando sulla formazione professionale degli addetti, su una nuova cultura dell’accoglienza».

Il Gazzettino
edizione di Udine
22 marzo 2008

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