Relazionalità per sviluppare il territorio 

Da professionista del settore Turismo, sento in maniera evidente l’importanza della funzione di relazionalità per far crescere le alleanze.
Sono dell’opinione che le Istituzioni Pubbliche, di concerto con gli operatori turistici della Regione, debbano lavorare assieme per il potenziamento del cosiddetto Turismo Integrato, che elevi la qualità del territorio. Il mondo economico e quello politico dovrebbero stimolare una teoria sempre più concreta di alleanze, mettendo in campo la capacità di relazionalità, cooperando per presentarsi con maggiori credenziali nella competizione turistica internazionale.

Ogni ragionamento in merito deve partire, secondo me, da un elemento centrale: il territorio. Territorio inteso come insieme di risorse rinnovabili, di ricchezza culturale e sociale: è la vera infrastruttura potenziale per lo sviluppo, perché noi cittadini, ma anche le istituzioni e i vari operatori economici vendiamo e proponiamo proprio il territorio. Ciò significa superare una concezione localistica e campanilistica della programmazione territoriale, pensando ad una strategia di respiro ampio.
Le frammentazioni e le dispersioni delle risorse sono un grave ostacolo alla competitività: negli ultimi cinque anni, in Friuli Venezia Giulia abbiamo visto molta attenzione al territorio, con particolare riguardo al movimento turistico, con studi, analisi d’investimento e strategie. S’è percepita la voglia di fare sistema, di costituire una squadra forte e coesa verso un obiettivo comune.
Il settore turistico è realmente molto complesso, considerando in proposito tutte le variabili che lo caratterizzano e che peraltro sono diverse tra loro: basti pensare al clima. La complessità, però, deriva anche dalla particolare sequenza della dinamica domanda-offerta: è il soggetto che domanda l’individuo che si sposta, mentre l’offerta rimane stanziale. Per di più, il turismo è legato alla logistica che accompagna il turista, elemento difficile da programmare. Per esperienza, peraltro, posso affermare che il turista ha gambe di lepre, ma memoria d’elefante: difficilmente ricorda ciò che è andato bene, riportando però spesso ciò che è andato male.
Infine, le nuove tecnologie e la logistica stessa sono cambiate molto negli ultimi anni. In passato, il turismo si promozionalizzava soprattutto con il passaparola, mentre oggi il sistema industrializzato, direttamente dipendente dall’attrazione generata dal marketing, svolgono un ruolo fondamentale. Internet e il world wide web hanno cambiato il modo di fare turismo, introducendo una logica comportamentale diversa da quella che vigeva nel passato. I siti web hanno una forte responsabilità quali opinion leader e servizi di supporto logistico, funzionando bene come stimoli per far cogliere gli aspetti di differenziazione delle diverse realtà turistiche. Il concetto di “low cost” sta cambiando i principi chiave che muovono la logistica: in passato si sceglieva prima la destinazione e successivamente il mezzo per raggiungerla, mentre oggi sono molto spesso le compagnie che gestiscono la logistica “low cost” che decidono lo spostamento delle masse di turisti.
In tal senso, integrarsi e fare sistema, sviluppare la relazionalità e le alleanze non rappresentano solo uno slogan di facile presa, ma una necessità reale del turismo: mi auguro davvero che la nuova Giunta Regionale sappia portare avanti una strategia convincente di promozione ed organizzazione, consolidando i princìpi e le linee guida messi in atto dalla Giunta precedente.

Marino Firmani

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